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sabato 18 febbraio 2012

Metodi di assunzione 2 – Vaporizzatore

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Certi giorni se non avessi la sclerosi resterei attaccato al mio “Volcano digit” all day long.   Altri giorni invece credo sia una stra-cagata  cosmica che,   anche per l’erba, anticipa la standardizzazione del gusto e la misura imposta alla salute  da questa lobbie antiestetica e criminale.
Dal punto di vista terapeutico, per trattare i sintomi “+” della SM il vaporizzatore fa ridere. Garantisce una bio-disponibilità sistemica solo del 29%, e non è idoneo ad attivare compiutamente gli elementi afferenti alla fase “_”. Ma, dal punto di vista ludico e contro i sintomi “_” rappresenta certamente una valida alternativa al fumo. Una alternativa oltretutto molto simpatica e salutare per tutti. Anche per gli “spacchetta-palle” che non sopportano nemmeno l’idea del fumo.
In premessa sottolineo le due caratteristiche che secondo me un vaporizzatore deve possedere. Diciamo le 2  indispensabili per poter svolgere l’azione medica richiesta da ogni sclerato che abbia bisogno di trattare i sintomi “_” come la fatica grave. Quei pochi sintomi, cioè, per i quali il vaporizzatore risulta obiettivamente idoneo.
1-   Deve avere il “balloon” con capacità regolabile ed una imboccatura che sia abbastanza grande da imporre una buona apertura toracica durante il “puff”. (caratteristica necessaria per ottenere una fumata più schizzosa e velocemente defaticante)
2-   Deve avere la temperatura regolabile almeno oltre i 220 C°
“PARTY-BALLOON”
L’estate scorsa, tornando a casa, un mio cugino ‘mmericano molto avanti (erano le 3 ed eravamo reduci da una bella seratina alcolica     pre-after-midnight che vedeva entrambi ancora perfettamente on the road :D ) vide il mio volcano e, ridendo mi disse che lui ed i suoi amici col volcano ci davano a manetta di una roba che definì “party-balloon”.  Io pensai “cazzo, se il mio cuginetto  - tanto bravo e avanti ;) – fuma come beve, ‘sto party-balloon sarà minimo una robigna cosmica.”  E felicissimo pensai ancora: “Buon sangue non mente, cazzo.”
Mi spiegò esattamente di cosa si trattasse, ed in un istante compresi  definitivamente perché il blues fosse nato in America con il mojo dell’uomo nero e, non in Francia con il culo cotonato del re sole.
Cazzo durante le feste si passano e sturano metri di balloon riempiti con 700000 cariche d’erba, solo fiesta senza siesta, siettima, buena o ottima. Minchia spaccano h24!! :D
Ora, è evidente che  ad uno sclerato tutto questo potrebbe non occorrere :D ma siccome l’effetto defaticante deve poter essere regolato in anticipo ed adattato alle esigenze di ognuno, e, siccome dopo la mia solita auto-regolata è emerso chiaramente che CON IL VAPO DATO UN QUANTITATIVO DI ERBA IDONEA, L’AZIONE DEFATICANTE  VARIA SOPRATTUTTO CON IL VARIARE DEL VOLUME D’ARIA INALATO NEL PUFF DAL BALLOON (..non confondetevi con le considerazioni fatte precedentemente sulla diversa concentrazione o sul diverso dosaggio del derivato usato, perché ho scritto “puff” e, con la maggiore apertura toracica sottintesa per l’uso di un balloon di livello, sono sottintesi anche una maggiore concentrazione e, sempre nel puff,  un maggior dosaggio), QUINDI NON METTIAMO LIMITI AL PELO ED ALLUNGHIAMO IL “BUSTINO”!! :D
In sostanza, con il vapo possiamo combattere la fatica senza preoccuparci eccessivamente del dosaggio, e, questo accade proprio perché non essendo un metodo idoneo ad attivare gli elementi afferenti alla fase “_” responsabili anche dello sballo più fisico ( “non idoneità” che prescinde dalla genetica usata ), in presenza di alcune genetiche sative già degradate ed assolutamente  idonee per la fatica proprio per la loro azione monca, il vapo può essere gestito anche da chi (??) tema assolutamente gli effetti dello sballo di tipo stoned.
“TEMPERATURA REGOLABILE”
Se per tutti la temperatura del pelo è una conditio sine qua non si vola, per il pelo di Maria ci vuole el fuego. :D
Scherzo, anche se – purtroppo – le temperature ottenibili con il vaporizzatore non sono idonee ad attivare una parte di elementi afferenti alla fase “_”, quelli con l’azione medica richiesta soprattutto nel trattamento dei sintomi “+” della SM, come il dolore e l’ipertono grave..
Per la fatica, invece, consiglio di inalare con le temperature più alte possibili, cmq non meno di 220 C°. A meno che non usiate un vapo portatile con temperature più basse (modelli che in genere arrivano max a 200 C°). Perché ho constatato che inalando sopra i 220 C° si ottiene un’azione più rapida e più energizzante.
Poi, basta. È un argomento che oggi non me gusta e che credo di voler onestamente chiudere, ricordando in estrema sintesi solo che è un metodo molto alternativo e divertente ( oltre che una strafigata che ci permette di curarci facilmente ovunque, anche nei luoghi pubblici e   chiusi ), che  si può gestire ed adattare facilmente anche ai timorosi, pre-riempiendo parzialmente (..q.b.per ognuno..) d’aria il balloon,  MA ANCHE CHE NELLA SM  E’ IDONEO SOLO SUI SINTOMI “_”.

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