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sabato 21 gennaio 2012

5a Cannabis Cup Italia – Roma 21 gennaio 2012

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Sono passati 6 anni dall’introduzione della legge Fini-Giovanardi sulle droghe, una legge che solo nel 2010 ha portato in carcere 26.096 persone, accanendosi su consumatori, piccoli coltivatori e microcriminalità, mentre ha rafforzato e consolidato il controllo sul territorio delle narcomafie.
L’esperienza ci ha dimostrato che il proibizionismo non funziona e non conviene, se non alla grande criminalità che ne ha ricavato la terza impresa più redditizia al mondo, dopo quella alimentare e dei carburanti: non ha diminuito il consumo di droghe, non ne ha ridotto i danni, non ha sviluppato la consapevolezza nell’uso delle sostanze stupefacenti, è causa di drammi umani e sociali, reprimendo, criminalizzando ed arrestando larghi strati della popolazione.
Le leggi proibizioniste sono più pericolose delle droghe stesse: uccidono, generano ignoranza e clandestinità, e rendono impossibile qualsiasi controllo sulla qualità delle sostanze in circolazione, con conseguenze gravissime per la salute.
Oltre a riempire le carceri al limite dell’emergenza umanitaria.
L’apparato proibizionista costa alla collettività migliaia di miliardi di euro ogni anno, sia per l’attività di repressione e controllo sia per la “gestione” in stato di detenzione di decine di migliaia di persone, incarcerate solo in virtù di questa unica legge (quasi il 40% dell’intera popolazione carceraria!). Può essere messo alla stregua delle spese militari per la sua mancanza di senso, soprattutto in un momento di contrazione economica come questo.
Per tutte queste ragioni, e dopo il conclamato fallimento della “war on drugs” nell’estirpare le sostanze psicoattive dal pianeta, l’antiproibizionismo rappresenta in misura sempre maggiore l’unica scelta razionale, basata sull’evidenza scientifica, non condizionata da integralismi e ideologie e non dettata da interessi politici ed economici.
Antiproibizionismo come possibilità di emersione da attività clandestine e occasione di “lavoro regolare” per migliaia di persone, oggi arruolate nelle fila della criminalità, e anche fonte di entrate per lo stato (questo punto è stato oggetto di studi approfonditi all’estero, soprattutto negli USA, visto l’enorme volume di affari che ruota intorno al mercato delle sostanze stupefacenti..)
Antiproibizionismo come futuro ecosostenibile e contributo alla salvaguardia del pianeta: dalla canapa si possono produrre carta di ottima qualità (senza abbattere un albero), tessuti naturali e resistenti, materiali per l’edilizia ed ottenere carburante e combustibili a minor impatto ambientale.
Antiproibizionismo per restituire alle persone la libertà e la dignità di scegliere come curarsi ed alleviare i propri dolori, sottraendosi alla speculazione economica sulla sofferenza e al monopolio delle case farmaceutiche (dalla cannabis si ottengono medicinali naturali ed efficaci per tantissime patologie).
Antiproibizionismo come libertà individuale di ricercare il proprio piacere in modi differenti, senza moralismi né pregiudizi, col solo limite di non arrecare danno ad altri…
Con la Cannabis Cup il csoa Forte Prenestino vuole gridare con forza il proprio sostegno a tutti i coltivatori che quotidianamente, con coscienza e determinazione, affermano la propria autonomia etica, culturale ed economica sottraendosi al mercato di narcomafie e case farmaceutiche i cui proventi finanziano guerre, dittature, devastazioni ambientali, omicidi di stato.
E’ giunto il momento che tutti, consumatori e sostenitori della cannabis, si attivino, in maniera creativa e sconvolgente, per opporsi ad una legge proibizionista che criminalizza e lede la nostra libertà di scelta.
VERSO VIENNA 2012:
OCCUPIAMO L’ UFFICIO DROGHE E CRIME DELL’ONU!
10-16 Marzo 2012, Vienna, Austria
CSOA Forte Prenestino  http://www.forteprenestino.net/
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