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lunedì 5 dicembre 2011

Puglia e antiproibizionismo: la prima semina di Marijuana

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piantagione marijuanaLa Puglia dell'antiproibizionismo, al via la prima semina di marijuana: la rivoluzione inizia da qui? Nelle campagne della località Chiesa Nuova, frazione di Polignano a Mare (BA), una delle piante storicamente più utili e produttive delle nostre terre, torna ad essere piantata con il beneplacito delle istituzioni, grazie ad un progetto dell’associazione CanaPuglia, che ha vinto l’ultimo bando dei Bollenti Spiriti 2010, una dei tanti successi del buon governo pugliese di Nichi Vendola, grazie al progetto della pizza con farina di cannabis, alimento consigliato anche ai celiaci.La piantagione di Canapa servirà a sensibilizzare le scuole ed il territorio sulla cultura sostenibile, dato che da questa pianta possono esere prodotti tessuti, farmaci, combustibile, materiali da costruzione, carta, energia, alimenti e molto altro. Si tratta di canapa sativa certificata, che contiene la sostanza psico-attiva ma nei limiti imposti dall’Unione Europea, e non c’è rischio che tale prodotto arrivi fra le mani di spacciatori e consumatori. Claudio Natile e Carmine Campaniello, anime e responsabili di questo progetto affermano: "Dobbiamo passare prima per la coltivazione per poi arrivare alla trasformazione. Non essendoci la possibilità in Puglia di trattare la canapa, la nostra priorità è quella di porre le basi perché questo avvenga. L’intento è passare alla coscienza tramite la conoscenza". Ricordiamo, tra l'altro che la Puglia è l'unica regione in Italia in cui è partita la sperimentazione della cannabis terapeutica in ospedale, per i malati di sclerosi multipla:  http://www.net1news.org/
Lecce: sperimentazione di cannabis terapeutica in ospedale
cannabis terapeutica
LECCE - In un ospedale del Salento, quello diCasarano, ogni mese cinque pazienti ricevono cannabis terapeutica: si tratta di pazienti speciali,malati di sclerosi multipla, a cui viene somministrata gratuitamente la cannabis per alleviare i dolori. E' la prima e unica sperimentazione di somministrazione di cannabis terapeutica. Le dottoresse Gabriella Cretì e Agnese Antonaci, la prima direttrice dell'ospedale in questione e la seconda dirigente del servizio farmacia, spiegano all'emittente locale Telerama come avviene la somministrazione. Al momento, i pazienti che ricevono la cannabis terapeutica sono cinque malati di sclerosi multipla, malattia che provoca dolori terribili e irrigidisce fino allo spasmo i muscoli. Le infiorescenze di cannabis distribuite gratuitamente dall'ospedale di Casarano servono proprio a rilassare i muscoli contratti e a lenire il dolore. La cannabis viene somministrata a 4 pazienti su 5 con una tisana, solo un paziente preferisce le tecniche inalatorie. Il ''Bedrocan'', questo il nome ufficiale della marijuana quando diventa farmaco, è custodito in una cassaforte, nella farmacia dell'ospedale. La sperimentazione e' possibile in base a due norme: il decreto ministeriale del 18/04/2007 firmato dall'allora ministro della salute Livia Turco e la delibera della giunta regionale pugliese 308 del 2010, firmata dall'attuale presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il decreto ministeriale inserisce i cannabinoidi tra i farmaci, la delibera regionale ne stabilisce l'erogazione a carico del servizio sanitario regionale. Uno dei problemi riscontrato dalle dottoresse nella somministrazione gratuita della cannabis terapeutica è legalo amotivi burocratici: il paziente parte della prescrizione del medico che presenta alla farmacia ospedaliera di Casarano. Quest'ultima deve poi ricevere un'autorizzazione da Roma, dal Ministero della Salute. Una volta ottenuta l'autorizzazione ll'economato dell'ospedale ordina il farmaco all'azienda farmaceutica olandese, che a sua volta deve chiedere l'autorizzazione al suo ispettorato alla Sanità. Ricevuto il permesso, l'azienda invia il Bedrocan all'ospedale di Casarano che lo distribuisce ai pazienti. Il tutto attraverso un carteggio che deve essere sempre prodotto in originale, né via fax né via e-mail, per assicurarne l'autenticità. Morale della favola: come spiega la dottoressa nel servizio, a volte l'ospedale rimane senza cannabis terapeutica ed è davvero difficile comunicarlo ai pazienti che sono in attesa di ricevere il farmaco per alleviare i propri dolori. Tutto questo perché in Italia è illegale coltivare canapa.
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