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domenica 30 ottobre 2011

ETNO CULTURE: LA PIANTA DEL DEMONIO O DEGLI DEI

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Famiglia: Cannabinacee (Cannabacee). Esistono diverse classificazioni, segnaliamo quelle ritenute più esatte
Specie: Cannabis Sativa
Sottospecie: Cannabis sativa (coltivata e spontanea), Cannabis Indica (afghanica, ma forse di origine cinese, coltivata e spontanea), Cannabis Ruderalis (spontanea nelle aree fredde e ad estate corta, coltivata per incroci). Tutte, incrociate tra loro, danno luogo a progenie fertile.
Sinonimi: marijuana (nome inventato per poterla proibire), erba, fumo, weed, pot, tea, grifa, mota, mal, merda… in ogni lingua ed in ogni “slang” esistono numerosi sinonimi per indicarla.
Nomi comuni: Canapa, hemp, chanvre, canamo, kennip, hanf, bhang, ganja, charas, hashish, kendir, dagga, maconha, ta ma, chu-tsao…

Storia: insieme al grano, la pianta che ha segnato l’inizio delle civiltà. Dall’inizio della storia conosciuta nel vecchio mondo, ha sempre accompagnato l’uomo. Leggende in diverse parti del mondo la indicano come proveniente dalla stella più luminosa nel cielo: Sirio, la “stella dei due cani”, e anche il nome latino potrebbe farne allusione. (anche Rabelais, nel suo Gargantua e Pantagruel, scritto nel sedicesimo secolo,dice che è arrivata dopo l’elezione del “re degli alberi”, se no sarebbe stata lei la prescelta- pantagruelion è il nome dato alla canapa dall’autore). Ci sono studiosi che pensano che i blocchi che costituiscono le piramidi siano stati costruiti “in loco” sfruttando la capacità del canapulo (parte semilegnosa del fusto) di pietrificare, se triturato e mischiato a sabbia e calce (in Francia ed in Svizzera intere case sono costruite oggi con questa “tecnologia”).
Per certi autori, “l’albero della conoscenza” del paradiso terrestre, per altri il “soma” degli dei vedici, l’”haoma” dei mazdei. Le proprietà inebrianti e medicamentose della pianta sono note da tempi remotissimi,  la sua capacità di fornire la miglior fibra in assoluto, il potere alimentare dei suoi semi, la sua capacità di “risanare” il terreno, la facilità di combustione e l’alto grado di calore prodotto degli steli hanno da sempre aiutato il genere umano. L’Italia era, prima della seconda guerra mondiale, il secondo produttore mondiale di canapa, ed il primo esportatore di fibra di canapa e di semi. Le nostre qualità tradizionali sono sempre state considerate le migliori in assoluto per produzione e qualità di fibra. Era chiamata l’”oro verde”. E usata tranquillamente come medicinale e come inebriante, senza che nessuno se ne ponesse un problema. La prima legge che in italia cercò di vietare l’”hashish” fu emanata nel 1923 da mussolini (legge mussolini-ovidio), sulla falsariga di quella proibizionista contro l’alcol negli usa (da noi non si sarebbe potuto vietare il vino!), ciononostante l’utilizzo popolare non fu considerato, e le specialità medicinali si trovarono nelle farmacie fino agli anni ’50. Nel 1925 troviamo la prima convenzione internazionale che classifica la canapa come “stupefacente”. Nel 1961 (la convenzione alla quale ancora oggi ci si riferisce per le politiche degli Stati) la cannabis viene addirittura classificata in una tabella a parte, insieme ai più pericolosi derivati dell’oppio. In nessuna delle convenzioni internazionali ci sono motivazioni della proibizione della canapa. Dal 1996
In Italia si può nuovamente coltivare canapa a basso contenuto (0,2% max nel terzo superiore) di THC a scopo industriale o agricolo. L’ultima convenzione (1998) ha fissato per il 2008 il termine entro il quale questa pianta dovrebbe sparire dal pianeta…  Utilizzata attualmente, per il solo utilizzo “ludico” e/o medicinale e/o religioso da più di 150 milioni di persone (stime ufficiali, con i consumatori “occasionali” la cifra sarebbe più che il doppio).
Distribuzione: dalla Siberia all’equatore, dall’equatore alla terra del fuoco. Dalle depressioni sotto il livello del mare al termine della fascia degli alberi. Dal clima più secco a quello più umido, Da terreni rocciosi a marcite. E dentro le case di milioni di coltivatori.
Coltivazione: differenziata per le diverse utilizzazioni della pianta: in pieno campo per utilizzi industriali (fibra,carta, energia, plastiche, materiali da costruzione, cosmetici, alimenti, estrazione di metalli pesanti, risanamento del terreno….) con macchinari idonei o, tradizionalmente, manualmente; per lo più manualmente se coltivata per usi terapeutici, sacramentali o ludici.
In ambienti chiusi, ricreando le condizioni ottimali per la crescita e la fioritura, soprattutto per utilizzi terapeutici, di ricerca, o costretti da regimi lesivi dei diritti dei cittadini. Propagazione attraverso seme o talea. L’eliminazione delle piante maschio prima della loro fioritura fa sì che le femmine producano, invece dei semi, molta più resina.
Aspetto: arbusto erbaceo annuale, con fusto centrale (fino ad 8 metri di altezza – nepal) con corteccia fibrosa e rami opposti durante la crescita, alternati durante la fioritura. Foglie composte (in crescita, da una fino a 13 foglioline, in fioritura l’opposto). Fiori maschili e femminili su individui separati (in natura, circa 1-2 per mille di individui ermafroditi), in infiorescenze alle estremità e alle ascelle dei rami. I fiori maschili (dapprima singoli, poi in infiorescenze) sono riconoscibili per la loro forma iniziale curva e perché uniti allo stelo per mezzo di un minuscolo gambo; aprendosi si allargano cinque petali e si libera il polline. I fiori femminili si riconosceranno per un calice più allungato (in cui si formerà il seme), da cui presto usciranno due pistilli. La formazione delle infiorescenze è a “spiga”.
Materiale psicoattivo: La resina, contenente i cannabinoidi in proporzioni molto variabili, si forma dopo la formazione dei fiori, e si trova soprattutto sulle infiorescenze femminili e parti limitrofe.
Preparazione e dosaggi: quantità minima per effetto psicoattivo: da 10 a 20 mg diTHC (un tiro di “bong”). Quantità di principio attivo da quasi nullo a circa 60% di cannabinoidi nelle preparazioni più pure (esclusi gli estratti farmaceutici). Nella canapa esistono circa 70 cannabinoidi, più numerosi terpenoidi (un centinaio) e flavonoidi (circa 20), che possono agire in sinergia con il THC (cannabinoide responsabile del principale effetto) e modificarne gli effetti. Può essere utilizzata in forma grezza, infiorescenze ripulite dalle foglie, rami e semi; oppure raccogliendo la resina con tecniche diverse: da piante fresche o secche, a mano o con setacci, a secco o con l’uso di acqua ghiacciata, o utilizzando solventi per estrarre i principi attivi. Quasi sempre utilizzata per inalazione (fumata o vaporizzata), spesso mischiandola a tabacco (che ha azioni antagoniste ai cannabinoidi, e “uccide”l’effetto, oltre ad essere cancerogeno- le ultime ricerche dicono che la canapa, anche se fumata, preserva dal cancro ai polmoni!). Raramente mangiata per la difficoltà di dosaggio e per la durata e la possibile intensità degli effetti (in questo caso Il THC viene metabolizzato dal fegato e si trasforma in 11-idroxil-THC, più potente e di durata molto superiore al suo precursore). Non si conosce la dose mortale (nei topi il rapporto fra dose efficace e dose mortale è 1:40000). Intossicazioni acute si risolvono senza postumi né effetti collaterali in 6-12 ore (segue un sonno rigenerante). Nei paesi tradizionalmente produttori si confezionano bevande o dolci a base di cannabis per festività religiose o civili. I romani usavano mangiare focacce o frittelle a base di canapa per aumentarsi l’appetito nei banchetti.
Usi rituali: oggi pianta sacra per gli indù (più di un miliardo di persone), i rastafarians (giamaica soprattutto), alcune sette “nuove”, La  canapa fu usata nella maggior parte dei culti e religioni:Scintoismo,Induismo,Buddismo,Mazdaismo, dagli Esseni,dai Terapeuti,dai Sufi Islamici,dai Cristiani Copti,nelle religioni Animiste africane…
Manufatti: 50000 prodotti diversi dalla pianta della canapa: praticamente tutto ciò che non è di vetro o metallo, può essere fatto con la canapa: dagli esplosivi agli isolanti. Il più antico pezzo di stoffa è di canapa, così come lo è stato il primo foglio di carta.
Usi medicinali: i cannabinoidi prodotti dal nostro corpo (endocannabinoidi), così come quelli prodotti dalla Canapa, sono deputati a mantenere l’equilibrio omeostatico fra i sistemi. Sono quindi benefici nella stragrande maggioranza delle possibili infermità che ci possono colpire. Favoriscono la crescita dei neuroni cerebrali e sono attivi contro diversi tipi di cancro. Antidolorifici per eccellenza contro i dolori cronici, miracolosi contro malattie degenerative, antinfiammatori, antibiotici, antiepilettici, antiossidativi, protettivi delle cellule sane e del sistema cardiovascolare, protettivi in caso di traumi cerebrali e protettivi della pelle, stimolanti dell’appetito e antivomito, antidepressivi e rilassanti, efficaci contro il glaucoma e in caso di dipendenze da “droghe” (vere “droghe”, proibite e non), efficaci contro i reumatismi e l’asma, efficaci nell’insonnia e contro i dolori mestruali, utili soprattutto in età avanzata, per combattere i sintomi dell’invecchiamento, necessari nel latte materno per “insegnare” ai neonati a nutrirsi, favoriscono la capacità di essere “consapevoli”, la socialità, la comprensione e il rispetto delle esigenze altrui,il buonumore, l’euforia e il benessere generale della persona.
Principi attivi: 70 cannabinoidi, più di 100 terpenoidi, e 20 flavonoidi sono stati riscontrati nelle diverse varietà di canapa. [MOSTRA MOLECOLA THC] Il cannabinoide con attività più studiata è il THC, tetraidrocannabinolo, nelle sue diverse forme isomere. Sulla pianta fresca si trova in forma acida, e non è psicoattivo. Deve perdere una molecola di carbonio per acquistare attività: col tempo o col calore. Anche altri cannabinoidi hanno una certa attività, che modula e prolunga (ad es. CBD, cannabidiolo) quella del THC, ne aggiunge effetti fisici di sedazione (CBN, cannabinolo), ne accentua gli effetti euforici (cannabivarina,THCV)… Le interazioni sinergiche fra le decine di sostanze attive nella cannabis devono ancora essere oggetto di studi approfonditi.
Effetti: li conoscete bene…per la grande maggioranza delle persone piacevoli e da ricercare, possono arrivare fino a “rivelazioni mistiche”; per persone con i recettori CB1 e CB2 bloccati, con il sistema endocannabinoide malfunzionante, o con blocchi psicologici preconcetti, si possono manifestare intolleranze come ansia, nausea, rifiuto ad accettare la sostanza, fino a manifestazioni di paranoia e confusione mentale. I sintomi spiacevoli comunque si risolvono nel giro di pochi minuti, o poche ore nel caso di ingestione accidentale di grandi quantità di sostanza.
Forme commerciali e regolamentazione: in Italia, il semplice possesso di principio attivo è punito al pari dello spaccio di eroina (di più, considerando le quantità stabilite per “uso personale”), e più perseguitato dell’omicidio e della strage di stato. Dove non è vietato l’uso (es. Olanda) si trovano in commercio infiorescenze femminili e resina più o meno raffinata con metodi diversi (vedi sopra). Gli estratti con solventi si trovano raramente e solo sul mercati illegale. Adulterazioni del prodotto sono effettuate talvolta sul mercato illegale per aumentarne il peso: pietre, limatura di metalli, polvere di vetro, talco, zucchero, farina, terra, resina di tabacco, agglomeranti (trementina, linfa di mora), foglie della stessa canapa mancanti di resina.
Curiosità: nel 1800 fra i Baluba (africa centrale), il metodo per punire i contravventori alla legge era obbligarli a fumare cannabis da una grande pipa, fino allo svenimento. Non si avevano casi di recidive.
F.C.
www.wipe-ou.it  http://www.ideabm.com/
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