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mercoledì 10 agosto 2011

CANAPA da FIBRA a norma CE

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Esistono diverse varietà di canapa: quella tradizionalmente coltivata in Europa per usi industriali -cannabis sativa- a basso contenuto di resina, e quella originaria dall'Oriente -cannabis indica- ricca di resina contenente i cannabinoidi, tra cui il THC (tetraidrocannabinolo).

L'OMS ha stabilito che se la percentuale di THC è superiore all'uno per cento, si tratta di canapa indiana, cioè di droga, se è inferiore di canapa industriale. 
Distinguere a occhio la canapa industriale da quella indiana è quasi impossibile, per questo, di fatto, la coltivazione di questa pianta è considerata proibita.

Esiste una deroga alla proibizione, con cui il Parlamento Europeo ha stabilito che si può coltivare canapa industriale utilizzando sementi certificate con tasso di THC inferiore allo 0,2%.

Gli agricoltori possono beneficiare di un premio di coltivazione in base al regolamento CEE n. 2358/71 che annovera la "Cannabis sativa L." tra i prodotti per i quali può essere richiesto un aiuto alla produzione di sementi di base o di sementi certificate.
Il regolamento CE n. 1420/98, che fissa le norme generali per la concessione di aiuti alle coltivazioni di lino e canapa, prevede che il contributo alla produzione sia concesso, da ciascun Stato Membro, soltanto alle produzioni del proprio territorio una volta avvenuta la raccolta e unicamente dopo la formazione dei semi. Il contributo è di circa 650 euro per ettaro e può essere sommato a quello erogato per l'agricoltura biologica. Le sementi devono essere certificate e iscritte in un elenco speciale, per le quali sia stato constatato un tenore di THC non superiore allo 0,3% fino alla campagna 2000/2001 e, successivamente, non superiore allo 0,2%.

È chiaro che la CE cerca, con questa norma, di contrastare la diffusione della canapa-droga. Purtroppo questa scelta non tiene conto che il THC serve alla pianta per difendersi dai parassiti, quindi un valore THC pari a zero renderebbe necessari trattamenti antiparassitari. Poi, ben poco accettabile da un punto di vista ambientale ed etico sarebbe la scelta di acquistare semi geneticamente modificati, ottenuti in laboratori francesi, atti a garantire il tasso medio di THC.

Fabio-Wify


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