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sabato 25 giugno 2011

Vienna 2012:la fine del mondo …proibiz­ionista

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Domenica 19 giugno, si è svolta un’interessante tre giorni di discussione sugli effetti delle modifche alla legge 309/90 portate dalla Fini/Giovanardi, organizzata dall’Associazione ASCIA, ed ha visto la partecipazione di numerose persone e realtà che in Italia si occupano delle virtù della canapa e dei gravi danni provocati dal proibizionismo e dalla persecuzione dei consumatori.

In un meraviglioso borgo del Mont’Amiata, nei pressi di Santa Fiora, tra spuntini all’ombra della tettoia in un rigogliosissimo giardino, sono state sviscerate tematiche di notevole importanza, e proposte idee per un impegno comune in ambito antiproibizionista.
L’assunto di partenza è semplice: proibire il consumo di canapa uccide.
Direttamente, a causa di episodi di gravi eccessi da parte delle forze dell’ordine o, più lentamente, a causa dell’uso di sostanze di pessima qualità reperibili sul mercato nero o dell’uso di sostanze lecite facilmente reperibili, come l’alcool, che molte persone consumano in alternativa alla canapa.
Il proibizionismo perseguita e rovina la vita di persone innocenti; è una violazione dei nostri diritti in quanto esseri umani. Solo nel 2010 sono state raccolte , esclusivamente attraverso le agenzie di stampa locale, testimonianze di oltre 1000 casi di arresti per dosi ridicole di sostanze leggere.
Quindi di proibizionismo si muore, come hanno dimostrato casi come quello di Aldo Bianzino, Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, ecc… 

Non siamo più disposti a subire quotidianamente questa persecuzione, non lediamo la libertà di alcuno, ma la nostra libertà individuale viene costantemente messa a rischio da leggi ideologicamente improntate alla criminalizzazione del consumo, e non a stringere le maglie giudiziarie intorno al collo del narcotraffico nazionale e internazionale che, anzi, viene costantemente alimentato dalle politiche proibizioniste.
Il proibizionismo ha fallito nel contrasto all’uso delle droghe, come dimostrano tutti i dati e gli studi esistenti e come ci ricorda il recente pronunciamento della Global Commission on Drug Policy.
Altra base di partenza è il ribadire il grande valore di una pianta millenaria, da sempre usata per molteplici scopi, e che potrebbe rappresentare una risorsa molto importante in campo medico, ambientale, agricolo, economico, oltre che per il benessere psico-fisico delle persone.
Nella riunione si è stabilito di investire le energie a disposizione nel percorso di formazione di una rete che riunisca movimenti, associazioni, realtà sociali e imprenditoriali e singole persone e famiglie, che sia in grado di smascherare, combattere e sconfiggere il proibizionismo e di proporre politiche alternative.
Stiamo organizzando una assemblea/incontro per ottobre tra tutte le componenti, con all’ordine del giorno la stesura di un documento che raccolga tutte le testimonianze delle nefandezze della legge 309\90, da presentare il 10 dicembre alla Corte Europea per i diritti umani di Strasburgo, nell’ambito della giornata mondiale per i diritti umani.
Da qui ad ottobre ogni realtà continuerà a lavorare come meglio crede e con le proprie specifiche modalità, mentre si cercherà di consolidare i contatti e la costruenda rete.
Sempre il 10 dicembre, data a questo punto simbolicamente importante, mentre una delegazione consegnerà il nostro dossier a Strasburgo, a Roma si terrà un evento di portata nazionale, attraverso il quale lanceremo la nostra presenza, in stretta collaborazione con Encod, alla Conferenza Onu per le convenzioni internazionali sulle droghe, che annualmente si tiene a Vienna a marzo, riconoscendoci nello slogan “Vienna 2012, la fine del mondo…proibizionista”
Tutt@ a Vienna quindi, perchè è quella le sede dove si indicheranno i “paletti” delle politiche sugli stupefacenti per tutti i paesi aderenti all’Onu, ed è lì che intendiamo portare la nostra rabbia, e tutto il nostro dolore per le vittime della 309/90 successivamente modificata e aggravata con la 49/06 tristemente nota come Fini/Giovanardi, perchè veniamo costantemente perseguitati come criminali quando non siamo altro che persone e consumatori; per non essere più esposti al ricatto quotidiano che coinvolge ampi settori delle nostre vite, e dal 2006 anche sul posto di lavoro.
Ricordate l’autista del bus che a Roma subì un incidente a causa di una macchina che non aveva rispettato il rosso al semaforo?
Ebbene, nonostannte che la responsabilità dell’incidente non sia stata la sua, gli venne fatto il drugtest dal quale risultò positivo alla canapa, e venne immediatamente licenziato.
Tutt@ a Vienna perchè vogliamo un’Italia libera dal narcotraffico in mano alle mafie, e quindi politiche che regolamentino la coltivazione domestica e perchè nel mondo a cui aspiriamo, vogliamo essere liberi di poter scegliere di curarci ed usare la cannabis senza rischiare processi.
Il proibizionismo è finito, vorremmo occuparci di altro.
Ylenia Daniello
Assemblea Nazionale SEL
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