Translate

venerdì 10 giugno 2011

"TUTTI PER LA CANAPA, LA CANAPA PER TUTTI"

Ascolta il post Listen to this Page. Powered by Tingwo.co

Nessuno ci avrebbe scommesso, eppure due ragazzi – Claudio Natile e Carmine Campaniello – sono riusciti a contrastare un secolo di disinformazione e demonizzazione di una delle risorse più versatili che la natura offra: la canapa. Tutto con la forza di un progetto, CanaPuglia, che sta riscoprendo le potenzialità della pianta rispondente agli imperativi della sostenibilità, dell’ecologia e dell’economicità.
Il modello comunicativo elaborato dai giovani conversanesi è risultato talmente vincente da aprire la strada allo sviluppo di una rete nazionale, in via di definizione – ad esempio – la collaborazione con Campania, Umbria e Toscana. Insomma, Conversano ritorna ad essere “esportatrice” di modelli virtuosi culturali.
Non  è esagerato, dunque, affermare che ci si trova di fronte ad una svolta epocale, probabilmente non ancora pienamente metabolizzata. Basterebbe pensare che, fino a due mesi fa, il “dizionario parlato” accoglieva solo il termine marijuana, associato al mondo dello spaccio degli stupefacenti. CanaPuglia ha rappresentato un momento di cesura storica: si è iniziato a parlare di “canapa sativa”, ristabilendo le proporzioni lessicali, e si è iniziato a gustarla applicata alle più varie prelibatezze della gastronomia: pizza, pane, focaccia, crépe e – ultimo arrivato – il caffè espresso, che può essere assaggiato solo a Conversano.
Iniziative gastronomiche che, come precisa Natile, “non si riducono a mera degustazione di un prodotto, bensì costituiscono un’occasione per promuovere la cultura dell’economia verde, della sostenibilità, della tutela del territorio, dell’alimentazione sana e dello stesso benessere dell’individuo. Infatti, esistono cosmetici naturali a base di olio di canapa che, essendo ricco di acidi grassi essenziali omega 3 e 6, ha un’azione protettiva nei confronti della pelle contro gli attacchi atmosferici”.
Per aggiornarvi sull’iter del progetto, vi proponiamo i passi salienti della chiacchierata con lo stessoClaudio Natile, Presidente dell’Associazione CanaPuglia.
Il campo di canapa

“Il campo di canapa, dopo soli due mesi, inizia a fiorire. Certo, abbiamo seminato un po’ tardi, in Puglia il periodo ideale sarebbe febbraio, per consentire alla pianta di usufruire delle piogge, ma comunque non possiamo lamentarci dei risultati”.
Del resto, l’obiettivo non è quello di produrre bensì di catalizzare gli interessi della gente. Un ulteriore strumento di divulgazione: “Grazie alle caratteristiche della canapa possiamo promuovere una cultura fatta di rispetto per l’ambiente, di utilizzo di materie non inquinanti, conformi e rispettose delle leggi naturali. Rendere tutti consapevoli che coltivando questa pianta, e mettendo in piedi una filiera, potremmo creare le basi di un futuro migliore”.
Passare dalla sperimentazione alla produzione necessita risorse e investitori – seri e senza secondi fini – pronti a sostenere i costi di un impianto di prima trasformazione e di uno stabilimento di lavorazione che produca, ad esempio, pannelli termo-acustici per la bioedilizia. Anche in questo caso le buone notizie non mancano: “C’è già un imprenditore pugliese interessato; giovedì lo abbiamo accompagnato in visita presso le coltivazioni e lo stabilimento di prima trasformazione della sede centrale di AssoCanapa a Torino”.
Investitori a parte, l’anello indispensabile a chiudere il circuito è l’utilizzatore finale: “Ognuno di noi dovrebbe essere il primo a pretendere dal costruttore che le case vengano realizzate con materiali derivanti da colture annuali rinnovabili (come appunto la canapa) completamente atossiche. La Regione, a tal proposito, ha il potere di agevolare il cambiamento, motivando gli stessi costruttori con apposite politiche di promozione economica. Dal nostro canto, entro un anno fabbricheremo in Puglia una ‘struttura pilota’ fatta di canapa, calce e legno”.
Dalla Gastronomia alla Carta
Dopo i successi nel “campo gastronomico”, il mercato si apre ad altri settori: “Un giovane conversanese, che ha seguito un corso formativo presso la Cartiera di Fabriano, ha manifestato l’intenzione di realizzare carta con la canapa pugliese. Non dimentichiamo che un ettaro di canapa produce una quantità di cellulosa pari a quella che si ricava da quattro ettari di bosco, e in soli 4 mesi. Inoltre, per sciogliere la polpa di legno di canapa è sufficiente l’acqua ossigenata, non tutti gli acidi chimici necessari per il trattamento della polpa di legno. Mi piace sapere che c’è sempre più gente che partecipa, collabora e si impegna affinché venga conosciuta la versatilità della canapa e il suo valore ambientale”.
I progetti
Fitto il calendario degli appuntamenti. Il primo è l’evento, previsto per la metà di giugno, “Tutti in bici al campo di canapa”: una “gita”al campo per presentare ai partecipanti progetto e obiettivi.
A fine luglio, poi, ci sarà la raccolta. Per i più dubbiosi, facciamo presente che le autorità competenti eseguiranno preventivamente una serie di campionamenti per accertare il rispetto delle soglie consentite di concentrazione del principio attivo contenuto nella pianta. Tra l’altro, il campo è stato già oggetto di ispezione da parte del nucleo dei NAS di Bari.
Infine, a breve verrà aperta la sede di CanaPuglia: “Un luogo dove prenderà forma quella cultura sostenibile, cui accennavamo, attraverso giornate di studio e dibattiti sui possibili utilizzi della canapa. Accoglieremo tutti coloro che sono interessati a scoprire questo progetto e a impegnarsi concretamente per realizzare vari prodotti, dando una nuova prospettiva allo stesso artigianato”.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...