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domenica 19 giugno 2011

L'impossibilità di vietare.

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Lui ti tradisce?

Ti sei limitata a minacciarlo o hai anche intensificato il numero di agguati orali a sorpresa?
In questi giorni mi sono trovato a discutere su una questione che ritengo sia una spartiacque filosofico: vietare è efficiente?
Si tratta di una questione che divide sia a destra che a sinistra. Ad esempio, si discute molto delle tasse che potrebbero scendere se fossero tutti a pagarle. Si tratta di una proposta sacrosanta. Ma come si fa a ottenere che realmente la maggioranza degli evasori fiscali decida di smettere?
Si inaspriscono le pene per gli evasori?
Si aumentano i controlli?
Li si appende per le parti intime a Piazzale Loreto, tutti i venerdì mattina?
Se si fa così funziona?
Esistono già pene severe per gli assassini ma questo fatto non impedisce che parecchie persone vengano uccise. Alcuni dicono: se ci fosse la pena di morte ci sarebbero meno omicidi. Ma l’esperienza di parecchi stati, gli Usa ad esempio, dimostra che non funziona così. Confrontando il numero di omicidi per ogni milione di abitanti si scopre che negli Usa ce ne sono molti più che in Italia.
Alcuni sostengono che questo dipende dal fatto che ucciderli non basta, ci sarebbero meno omicidi se invece della sedia elettrica si usasse un’affettatrice per il prosciutto, arrugginita. Ma anche qui i dati contraddicono. In epoche nelle quali il trattamento dei criminali era veramente allucinante c’erano molti più omicidi. In Italia nel 1850 c’era una forma di giustizia mediamente sadica e carceri spaventevoli e un numero di omicidi enormemente più grande di quello attuale. Si potrebbe anzi dire che il numero degli omicidi diminuisce via via che le carceri diventano più umane…
Neppure limitare pesantemente il numero delle armi in circolazione serve. Come dimostrò il film di Michael Moore “Bowling a Colombine”, in Svizzera o in Canada c’è un’analoga disponibilità di armi da fuoco in mano ai privati ma molti meno omicidi. Sembra che abbiano più incidenza nel limitare gli ammazzamenti il tempo che i tg dedicano alla cronaca nera e la protezione sociale di cui gode il cittadino (assistenza sanitaria gratuita, servizi sociali ecc).
In questi giorni è uscito il libro “L’erba del Diavolo” che ho scritto insieme a Nina Karen (edizioni Flaccovio).
L’obiettivo di questo libro è proprio quello di dimostrare, mettendo insieme tutte le statistiche ufficiali degli ultimi 40 anni (un mare di statistiche), che nei paesi dove le leggi repressive sono meno dure si ottiene la riduzione del consumo di droghe pesanti, quasi si azzerano le morti per overdose, si riducono la quantità di crimini compiuti per procurarsi il denaro per comprare la droga e addirittura si osserva una leggera diminuzione anche nel consumo delle droghe leggere.

Laddove le punizioni sono più aspre e si reprimono allo stesso modo il consumo di canapa (marijuana, hashish) e quello delle droghe pesanti (eroina, cocaina, anfetamine, oppio ecc.) si ottiene sia un aumento del consumo di tutte le droghe e in particolare di quelle pesanti, aumentano i morti, i reati e i reclusi in carcere per ragioni di droga. La qualità della vita dei tossicomani inoltre peggiora drasticamente e diminuiscono quelli che riescono a liberarsi della “scimmia”.
Potremmo dire che, per quanto riguarda le droghe, la realtà dimostra che aumentare le pene non dà forza ai divieti ma ottiene proprio l’effetto contrario.
E questo, lo ripeto, non lo dico io ma i dati ufficiali forniti dai governi e dalle organizzazioni internazionali.
E, come dimostra la storia del proibizionismo sugli alcolici in Usa, i divieti non solo incrementano i crimini ma danno alla malavita strumenti finanziari enormi, capaci di far dilagare la corruzione nello Stato. Il divieto del consumo delle droghe ha fatto crescere a dismisura la mafia dandole i mezzi economici per infiltrarsi nell’economia legale e condizionarla.
E ora torniamo al discorso sulle tasse.
La Cgil ha sacrosanta ragione a chiedere la diminuzione delle tasse su pensioni e salari ma come si fa? Mi permetto di avanzare alcune idee.
Prima di tutto dobbiamo fare come in Danimarca: i lavoratori ricevono tutto lo stipendio e due volte all’anno pagano tasse. Se un operaio che guadagna 1.000 euro al mese nette, ricevesse tutto il suo stipendio, circa 1360 euro mensili, e ogni anno dovesse versare (calcolando tredicesime eccetera) circa 6.000 euro di tasse, prelevandole dal suo conto bancario… ma sai quanto gli girerebbero le palle?
Allora sì che potrebbe iniziare a svilupparsi una coscienza fiscale. E uno si incazzerebbe quando il medico, l’idraulico o il ristoratore non ti fanno la fattura… E poi crescerebbe anche la spinta a occuparsi di come l’amministrazione pubblica butta via i tuoi soldi. Pannella una ventina di anni fa aveva proposto un referendum che aboliva il prelievo fiscale a monte delle tasche del lavoratore. La sinistra osteggiò duramente questo referendum… Una grande occasione persa.
Un’altra azione essenziale sarebbe quella (che Grillo persegue da tempo) di rendere pubblici e consultabili su internet tutti gli elementi relativi all’operato della pubblica amministrazione, a partire dai video dei consigli comunali.
Sai quanti rompicoglioni si divertirebbero a spulciare i conti pubblici?
E’ chiaro che un’operazione simile, unita alla precedente, porterebbe a un aumento esponenziale del desiderio e delle possibilità di un controllo di massa su politici e funzionari.
La terza azione, indispensabile anche per dare una batosta alla criminalità, è l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali (contro i quali sarei disposto perfino a usare i bombardieri… Ma vedrete che quando finalmente la comunità internazionale lo deciderà non ci sarà bisogno di sparare… i banchieri sono pavidi…). C’è poi l’adozione, oggi possibile, della moneta elettronica… Così tutti pagamenti diventano trasparenti… E per far questo bisognerebbe abbattere alcuni capisaldi della privacy (non ho mai capito perché la sinistra sia così attaccata alla privacy… Un conto è vietare lo spamming o le intercettazioni telefoniche non autorizzate dalla magistratura, o le telefonate di venditori assillanti… Un conto è rompermi i santissimi se metto una telecamera che riprende la strada di fronte a casa mia…).
Infine si dovrebbe semplificare brutalmente tutto il meccanismo dei processi… Abolire la possibilità di aggrapparsi ai cavilli più assurdi per non pagare il dazio…
Se chiediamo che tutti paghino le tasse senza dire come si fa non si va da nessuna parte… Oppure otteniamo solo la bancarotta dello Stato italiano, che non conviene neanche agli operai…
A questo punto arriva l’ultima domanda. Nella tua vita privata, di fronte a comportamenti che non accetti nel tuo amante o di tuo figlio o nel socio d’affari, che strategia usi?
Scegli l’imposizione, sostenuta da una minaccia di dura sanzione (non ti voglio più bene!) oppure una strategia che rimuova il contesto perverso che genera il comportamento scorretto? Cerchi mai di andare a scoprire quali sono i meccanismi meno appariscenti di un fenomeno?
Hai qualche esperienza scabrosa da raccontarci?

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