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giovedì 9 giugno 2011

La Regione Puglia di Nichi Vendola autorizza la cannabis terapia per i malati terminali

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flickr, common creative
La Puglia, una delle poche regioni ad aver dato buone notizie alle ultime elezioni dove si è riconfermato alla guida Nichi Vendola, sale ancora alla ribalta come laboratorio politico e sociale e fa dei passi avanti notevoli rispetto al Nord conservatore e roccaforte della Lega.
Da oggi infatti, grazie a una delibera della giunta firmata nel febbraio scorso dall’assessore alla salute Tommaso Fiore, la regione Puglia attraverso il servizio sanitario regionale coprirà per intero le spese di quei malati terminali che abbiano deciso di fare uso di cannabinoidi.
Il tema della cannabis a uso terapeutico, ormai una consuetudine in molti paesi, in Italia è sempre stato e rimane circondato da quell’alone di bigottismo e moralismo immotivati, o motivati principalmente dalla non conoscenza della materia. La Puglia, con il governo di Vendola, va avanti e diventa una delle regioni con il testo più avanzato in materia, insieme alla Toscana.
Quali sono i benefici concreti per i malati? Naturalmente la libertà di poter decidere sull’uso o meno dei cannabinoidi senza dover scontrarsi con trafile burocratiche e spese insostenibili; difatti coprire una spesa di 600-700 euro mensili significa permettere anche ai meno abbienti di poter utilizzare questo strumento terapeutico.
Non è forse anche questo migliorare la democrazia reale di un territorio? Lavorare per colmare il gap a livello di diritti sociali tra le persone più abbienti e quelle con meno possibilità?
Il provvedimento è frutto del lavoro dei primi cinque anni di governo Vendola, ma è certamente un buon segno per i prossimi cinque anni dell’unico leader carismatico di sinistra in Italia oggi.

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