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giovedì 16 giugno 2011

Francia, cannabis di Stato

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I socialisti propongono la depenalizzazione del consumo e la coltivazione pubblica della sostanza

A un anno dalle elezioni presidenziali in Francia, l’opposizione socialista pubblica un rapporto con cui vuole rilanciare il dibattito sulla cannabis, proponendo misure ardite per contrastarne la diffusione.
Ardite almeno per il paese transalpino, che dal 1970 applica una politica fortemente repressiva in materia, ma fallimentare, secondo la sinistra, visto che sono 4 milioni i francesi che hanno ammesso di fare uso di cannabis, un terzo dei quali in maniera regolare.
Proprio partendo da questo dato, e dopo essersi confrontato con poliziotti, magistrati, sociologi e esperti in tossicodipendenza, un gruppo di deputati socialisti ha elaborato un documento in cui chiede di cambiare radicalmente rotta, attraverso la depenalizzazione del consumo, ma soprattutto attraverso un’assunzione di responsabilità da parte del pubblico: “lo stato dovrebbe essere in grado di fornire questa sostanza […] a tutti i consumatori”, coltivando 53'000 ettari “secondo regole rigide, per garantire la qualità del prodotto”. La vendita resterebbe vietata ai giovani.
La destra da parte sua continua a essere contraria a una ricetta del genere. Per Claude Guéant, ministro dell’interno, depenalizzato, il consumo aumenterà, perché diventerà più facile accedere alla canapa.

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